Il mio primo Mac…

Dopo Puce72 colgo anch’io l’invito di Koolinus e per farlo ho aperto la scatola dei ricordi ed anche MacTracker per essere più preciso nelle date.

L’anno in cui ho realmente incontrato il Mac è stato il 1993. Mentre frequentavo ancora l’università cominciai i primissimi passi nella comunicazione in una agenzia che nasceva in quel periodo. Per le prime esigenze autonome di DTP (ricordo si andava ancora in fotocomposizione per impaginare allora) avevamo dei “fiammanti” Centris 610 (cui seguirono l’anno seguente degli LC 630).

Contemporaneamente però, ebbi in uso autonomo il mio primo portatile da parte di un altra ditta a cui in cambio realizzai un piccolo gestionale per bolle, fatture ed organizzazione interna in Filemaker (eravamo alla versione 2 a quei tempi): uno splendido PowerBook 165 c.

Powerbook 165c

Foto da Shrine of Apple

Poi negli anni seguenti oltre ai vari PowerMac incontrati al lavoro dovetti aspettare il 2000 per avere un portatile tutto mio per poter navigare in internet anche da casa senza dovermi recare in ufficio: un iBook, il cosiddetto conchiglione (o Claim Shell). Poi ne seguirono altri, in seguito con la prima casa cominciai anche ad avere una postazione fissa a casa e la storia continuò fino ai giorni nostri.

In realtà però, in maniera del tutto casuale, il mio primo computer Apple fu un altro. Un vicino di casa tornò un giorno dal lavoro con uno scatolone pesantissimo con un computer abbandonato da un azienda. Pensò di potermi far divertire (visto che mi piaceva il Vic 20) con quello e mi diede l’ Apple II Europlus, con due soli dischetti: il sistema operativo ed il gioco delle olimpiadi. Oltre al computer (che ha la tastiera integrata) ovviamente c’era il piccolo monitor a fosfori verdi ed i due lettori per dischi da 5″.
Magari ritrovo la voglia di riaprire quello scatolone e mostrare a mia figlia com’erano i giochi ben prima degli attuali su iPad.

Autori: Cristiano Ferrari

Risolvo problemi. Il bello del consulente informatico è che i problemi riescono a non farti annoiare, dovendosi occupare di Mac, web, comunicazione, ambienti virtuali e problemi reali. Il brutto è che non sempre c'è una soluzione facile a soddisfare le aspettative.

3 Commenti

  1. Pingback: Il mio primo Mac | Signor D

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