Storify, crea la tua storia

Sul web abbiamo a disposizione facilmente mezzi per pubblicare i propri pensieri, le proprie foto, i propri video.
Quando si tratta però di seguire l’evolvere di un evento, di un attività, di una storia diventa molto dispersivo e complicato raccogliere i contributi che inevitabilmente proverranno da fonti molto diverse tra loro.
A meno di non voler fare dei gran screenshot il modo migliore è in assoluto Storify.

Storify

È uno di quegli strumenti che un giornalista dovrebbe usare quotidianamente, così come gli uffici stampa o i social media manager. Oppure semplicemente chi volesse appuntarsi delle opinioni, delle prese di posizione in maniera organica senza dover poi cercare tra i preferiti i vari pezzi da ricomporre.

Perché permette di raccontare una storia utilizzando i vari pezzi trovati sul web, siano essi filmati di youTube, post su Facebook, tweet di Twitter, articoli di un semplice sito. Il tutto in maniera estremamente semplice e intuitiva, sia dalla sua interfaccia che eventualmente tramite un bookmarklet per inviare il contributo che si sta guardando nel browser nel proprio flusso.

Storify è stato lanciato come beta nel settembre 2010, ma andò on line solo nell’aprile 2011 grazie a dei contributi alle startup da parte del fondo Khosla ventures. Già nel 2011 è stato inserito da TIME nella classifica dei 50 migliori siti.

Il suo funzionamento è semplice: ogni account crea i propri storify inserendo in essi veri e propri pezzi catturati sul web che possono essere accompagnati da una nostra narrazione, passi ben spiegati da una semplice guida.

http://storify.com/public/img/tour0.png

Per capire meglio le sue potenzialità e l’uso che ne viene fatto la cosa migliore è vedere alcuni esempi di un buon uso di Storify:

  • la redazione di Sky ha creato questo storify su come a Boston è stata gestita sui social network l’emergenza in seguito alle due bombe alla maratona.
  • io ho raccolto alcune reazioni alla morte di Aaron Swartz, per documentare come alcuni quotidiani generalisti trattano argomenti legati al web.
  • Barack Obama l’ha molto usato durante la propria campagna elettorale, per documentare i vari appuntamenti.
  • Un altro mio storify era relativo al fail comunicativo di Instagram e del relativo cambio dei termini d’uso (e relativo passo indietro).
  • Un altro uso molto interessante di Storify è dato dal Foreign Office inglese, il dicastero responsabile della promozione degli interessi del Paese all’estero.

Fare una rassegna stampa è ormai un lavoro dispendioso in termini di energie e ripetitivo visto che molti giornali scrivono cose molto simili (se le scrivono). Molto più utile risulta attingere allora anche a Twitter, youTube, Facebook o ad altri siti per raccontare la propria attività. Così il Foreign Office tiene traccia delle proprie attività tramite Storify.

Ovviamente non mancano le possibilità di alimentare la viralità notificando facilmente agli account citati la loro presenza, oppure la possibilità di seguire un account per stare informati sulle nuove storie pubblicate da chi stiamo seguendo.

Inoltre è facilmente integrabile dentro altri siti (anche creati con WordPress), permettendo quindi di introdurre in un normale articolo il flusso di dati che viene via via inserito in uno storify, come si può vedere in questo articolo o in molti articoli delle più importanti testate statunitensi.

Tutto gratis? In realtà ci sono anche dei piani a pagamento che permettono di avere stili personalizzati, la possibilità di tenere gli storify riservati solo a chi ha il permesso di accedere, possibilità di avere aggiornamenti in tempo reale senza dover aggiornare la pagina.

Provatelo la prossima volta che un evento o un occasione lo richiedono e segnalate pure qua la vostra storia.

UPDATE: oltre che per rassegne stampa o cronache di eventi a volte l’ho usato anche per prendere nota di alcuni video o di speech interessanti. Questi tutti gli storify che finora ho reso pubblici.

Autori: Cristiano Ferrari

Risolvo problemi. Il bello del consulente informatico è che i problemi riescono a non farti annoiare, dovendosi occupare di Mac, web, comunicazione, ambienti virtuali e problemi reali. Il brutto è che non sempre c'è una soluzione facile a soddisfare le aspettative.

9 Commenti

  1. Considero i social network, nel mio contesto, come pericolosi.

    Comunque sia mi sono dato la pena di andare a leggere le story che hai linkato. La mia personale esperienza da utente nel leggerle non è stata particolarmente gratificante, la definirei anzi come deludente.

    Ciao.

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